"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

venerdì 26 marzo 2010

PERCHÈ VOTARE


DI GIANDIEGO MARIGO

Ancora una volta ci avviamo alle urne, ancora una volta il rituale antico ormai dell'elezione, dell'apposizione di una crocetta che delega.
Questa volta più che mai sarebbe stato utile che l'Area di Progresso fosse proprio questo, un'area, cosa che avviene solo parzialmente ed a macchia di leopardo e per giunta su piattaforme almeno discutibili...laddove, per giunta, sia stato possibile porle queste piattaforme, dove il mostro Pragma o una pretesa necessità di “argine alla reazione” non abbiamo ancora una volta popolato le nostre liste e perchè, diciamolo, non si è molto parlato di politica e di programmi in questa campagna elettorale.
La scusa, miserella, che si stia parlando di elezioni amministrative e quindi di realtà differenti ed articolate, non basta a giustificare alcuni limiti, che permangono e che restano molto gravi.
Soprattutto in questo momento in cui più che mai sarebbe importante, fondamentale porre un'Area di Progresso in opposizione ad una di Conservazione, quando non di vero e proprio Regresso.
Gli avvenimenti che hanno caratterizato questi ultimi tempi hanno fortemente inciso su questa necessità, rendendola una priorità assoluta. Ponendo all'ordine del giorno la questione dell'esistenza stessa della nostra democrazia.
Sarebbe fondamentale, indispensabile che si riuscisse a porre un'alternativa reale, con solide basi unitarie, anche parziali, programmatiche...in itinere come si suol dire.
Nessuno pretende il partito unico dell'alternativa, ma almeno una serie di condivisioni importanti sarebbe il minimo, duvuto...a coloro che chiamiamo alle urne ed invece sembra che il “pericolo signor B.” per quanto presente, per quanto reale, per qunto incombente sia l'unica cosa, che riesca ad unire l'area e per giunta anche in modo disomogeneo.
Se oggi dovessimo chiedere di dare a quest'area una serie di referenze unitarie sarebbe davvero possibile?
Se io o qualsiasi elettore in mia vece oggi chiedessimo di trovare una serie di premesse “di fondo” sulle quali identificare la differenza fra Progresso e Conservazione sarebbe così netta questa differenza?
Potrei enumerare alcuni temi sensibili che so le Energie Rinnovabili, Le Compatibilità, Il Lavoro, Le Privatizzazioni, La Scuola , La Legge 30 ed il Precariato...sino alla posizione sulla Legalità e sull'Etica.
Però certamente non si fermano qui i nostri problemi.
L'area in questione oggi sembra porsi con difficoltà infinita, dal punto di vista culturale.
Nella capacità di proporre una visione di mondo originale, alternativo a quello del potere, tanto che una parola come “RIVOLUZIONE”...pur nelle infinite modulazioni possibili pronunciata da un anziano cineasta in una trasmissione on line crea scompiglio...di fatto, fra le sue fila.
Molti, troppi si accontentano di emendare la proposta di un mondo unico e di un pensiero condiviso anziché porre un mondo altro da quello del potere.
Molto, moltissimo è da fare quindi, anche se si deve ammettere che il movimento viola, giallo e tutti i movimenti che si stanno muovendo oggi all'interno dell'area sono la speranza ed il vero progetto che si è riusciti ad elaborare a prescindere dalle vocazioni più o meno maggioritarie.
Ed alcune anomalie, interne stanno caratterizzando la speranza, concreta che questo “Progetto Comune” sia in corso, sia possibile.
Immaginiamola allora quest'area che comprende i meetup, l'area movimentista di IDV, SeL, Federazione, una parte del PD ed i movimenti...tutti i movimenti...bene a mio umilissimo parere ha le potenzialità, in parte persino espresse per porre queste “Premesse Comuni” di civiltà di proporre una serie di presidi di civiltà che chiariscano "in modo evidente e palese" la differenza fra Progresso e Conservazione.
Abbiamo girato per infinite spiagge ed aggirato quest'area in Magmatico Ribollire, come l'ha definita Vendola, per arrivare al momento elettorale.
Tutte le difficoltà, le differenze e le distanze di cui abbiamo parlato sino a qui, sino a quest'incapacità palese ed a volte drammatica di porre la questione di un mondo alternativo a quello proposto dal potere potrebbero essere, apparentemente, ottima causa per il “ Non Voto”..
Eppure non dovrebbe essere così, perchè è proprio, in una carenza di “Democrazia Partecipata”, possiamo individuare le radici del male. Ed è proprio in quest'area che definimmo Sinistra che nasce quest'idea magnifica questo progetto...come dire ATENIESE.
Quindi il votare ed il prendere possesso, il prendere in mano la democrazia e la partecipazione il porre la questione della delega e del controllo politico dei delegati sono le chiavi di lettura, il primo passo necessario al riprendersi ciò che è nostro, ciò che è del Popolo.
Sovranità popolare è una parola senza senso di fronte all'astensione, per contro non può essere solo il voto a carattesizzare la partecipazione, ad esso deve seguire il controllo e la verifica, la capcità di pretendere che le promesse, gli impegni, le vie di soluzione ed i problemi vengano mantenuti, analizzati e risolti.
SOLO LA PARTECIPAZIONE...LA RICERCA STRENUA DELLE RADICI DELLA DEMOCRAZIA quindi può risolvere, moralizzare e rendere forte la politica, vanificare i tentativi di ipnosi collettiva, di moderni peronismi, quelle che si definiscono derive plebiscitarie.
Solo proponendo un mondo che la comprenda, che la sviluppi che la favorisca...questa cosa chiamata e lo ridico perchè questo nome mi piace “DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA”
ANDATE A VOTARE QUINDI, CONTRO L'INDIFFERENZA E L'IGNAVIA, MA FATELO COSCIENTEMENTE NON CONSEGNATE A NESSUNO UNA DELEGA IN BIANCO E VOTATE RIFLETTENDO SU QUANTO POI CONTROLLERETE, NON PERMETTETE A NESSUNO DI RUBARE IL VOSTRO SOGNO E DI DIRVI COSA DOVETE FARE E SOPRATTUTTO NON CONSEGNATE MAI CAMBIALI IN BIANCO O DELEGHE ASSOLUTE.

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