"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

domenica 19 ottobre 2014

Grillo: non è questo il momento di un Comitato di Liberazione Nazionale?





Francamente mi hanno stancato e comunque mi annoiano le polemiche e le discussioni (un tempo le avremmo etichettate da bar, oggi possiamo definirle da social network) su questa o quella dichiarazione di Grillo o di qualcuno dei suoi, anche quelle non infrequenti con un retroterra ideologico destrorso.
Personalmente preferisco attenermi alla concreta e cruda realtà dei fatti.

Il primo fatto. Oggi in Italia abbiamo, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, una maggioranza politica PD-PDL, il Renzusconi, la cui missione è quella di rendere il nostro Paese perfettamente funzionale agli interessi predatori del grande capitale internazionale ed italiano.
Per attuare questa missione è necessario rovesciare completamente (o comunque portare radicalmente a compimento e senza più mediazioni le 'riforme' iniziate da Berlusconi e dal centrosinistra) la natura della democrazia italiana così come disegnata nella nostra Costituzione eredità della resistenza antifascista.

Ecco dunque: la 'riforma' costituzionale e l'Italicum (vale a dire un nuovo centralismo statale e la cancellazione del pluralismo politico e del ruolo delle minoranze); l'eliminazione del ruolo dei corpi intermedi (partiti, sindacati) attraverso cui i cittadini si organizzano per partecipare collettivamente alla vita pubblica e difendere i propri interessi; il ridimensionamento dell'indipendenza e dell'autonomia dal potere politico (e comunque la loro criminalizzazione e delegittimazione) di coloro che, in ambiti diversi, sono chiamati ad applicare la legge (magistratura, burocrazia); l'attacco ai diritti dei lavoratori (il jobs act); l'annientamento dello stato sociale (riducendo sempre più le risorse (“affamare la bestia” come vogliono i liberisti) destinate a sanità, scuola, servizi pubblici mentre all'orizzonte già si preannunciano ulteriori dimagrimenti del sistema pensionistico); le privatizzazioni per eliminare ogni residua partecipazione pubblica diretta all'economia e lasciare definitivo campo libero ai profitti privati e agli speculatori; l'eliminazione di regole e vincoli ambientali, paesaggistici, artistici e archeologici e del potere di interdizione o di resistenza di enti locali e dei comitati di cittadini per dare il via libera, manu militari, a qualsivoglia opera con cui i privati vogliono conseguire profitti a danno della collettività (lo “Sblocca Italia”: cementificazioni, trivellazioni, inceneritori, gassificatori, grandi opere inutili come Tav e nuove autostrade); la repressione violenta del dissenso manganellando senza pietà chi protesta in manifestazioni di piazza o utilizzando l'arma delle inchieste e degli arresti per terrorismo per piegare la resistenza No-Tav in Val di Susa (mentre restano sempre in rampa di lancio i bavagli alla possibilità di esprimere le proprie opinioni sul web, unico spazio non ancora totalmente controllato dal potere).
Per raggiungere e mantenere il consenso o quantomeno la passività sociale di fronte a tutto questo il progetto si fonda su alcuni pilastri: il coro pressoché unanime dell'informazione mainstream sulla necessità delle 'riforme' e della 'modernizzazione' del Paese; la 'macchina da guerra' della propaganda incarnata da Renzi che ha dimostrato di saper ben cogliere gli umori popolari (gli 80 euro, le tasse, i nemici delle 'riforme' di volta in volta identificati nei partiti, nei sindacati, negli enti locali, nella burocrazia, nei privilegiati) e di fronte al quale gli 'oppositori' del vecchio ceto politico e sindacale non hanno alcuna possibilità di risultare credibili quali difensori del bene comune anziché del proprio ruolo individuale e di gruppo; la non belligeranza (quantomeno) nei confronti di quei poteri forti – il Vaticano, le mafie – e di quelle degenerazioni – la corruzione, la grande evasione fiscale, il familismo, il voto di scambio – che contraddistinguono l'anomalia italiana; il gioco da equilibrista nel rispetto formale dei parametri europei di bilancio ed il gioco delle parti che ne segue (“ti critico per il 3% ma mi adeguo alla regola”, “ti ordino di non violare i parametri europei ma faccio finta di non vedere che non li rispetti perché so che è necessario per il tuo consenso elettorale”).

Il secondo fatto. Se è di Sinistra chi auspica il rovesciamento o almeno la radicale trasformazione della società capitalista nel senso dell'uguaglianza e della giustizia sociale, il Movimento 5 Stelle non è un partito di sinistra ma un partito che propone l'efficientamento – eliminando sprechi, privilegi, rendite parassitarie - del sistema capitalistico. Fatta questa premessa il Movimento 5 Stelle è oggi nelle Istituzioni l'opposizione numericamente più forte e più decisa al Renzusconi.

Il terzo fatto. Il Movimento 5 Stelle non ha alcuna possibilità di arrestare da solo l'attacco finale alla democrazia italiana e di vincere unicamente con il proprio simbolo le elezioni o comunque di conquistare un consenso maggioritario nel Paese. Le armi di cui dispone il 'Regime' – sul piano economico, informativo, militare – sono troppo potenti per poterci riuscire e comunque i muri ideologici che il Movimento 5 Stelle ha costruito intorno a sé rappresentano un ostacolo insormontabile per nuove e significative avanzate elettorali.

La conseguenza razionale di questi tre fatti sarebbe dunque, dal mio punto di vista, l'alleanza di tutti coloro che vogliono contrastare il Renzusconi per difendere la democrazia, lo Stato sociale, l'ambiente.
La domanda dunque che mi faccio e che, retoricamente, pongo a Grillo e agli amici del Movimento 5 Stelle è questa: non è il momento di costituire un Comitato di Liberazione Nazionale, una grande alleanza politica e sociale fatta di soggetti anche profondamente differenti tra di loro per resistere e e sconfiggere il progetto politico del Renzusconi e salvare l'Italia?
Considerata la popolarità e la forza elettorale di cui disponete non dovreste essere voi i promotori di una nuova Unità per la Resistenza?
Contro il fascismo si unirono democristiani, socialisti, comunisti, liberali, azionisti, monarchici.
Contro il Renzusconi, servo di mille padroni e rottamatore/sicario degli italiani, non è necessario unire tutte le persone di buona volontà e sinceramente democratiche?
Considerereste scandaloso marciare insieme a Stefano Rodotà, Maurizio Landini, Gino Strada, ai tanti che ancora si dichiarano socialisti e comunisti?

Delle due l'una: o Grillo e il Movimento 5 Stelle vogliono veramente salvare questo Paese oppure, perseverando sulla strada dello splendido isolamento e della purezza e verginità politica, dimostrano un'ottusità che fa solo del male a sé stessi e agli italiani. E, peggio ancora, che dà alimento alle accuse che non pochi gli rivolgono: di essere a sua volta un burattino degli USA, di avere la funzione di distogliere il malcontento dei cittadini da soluzioni socialmente rivoluzionarie per indirizzarle contro falsi obiettivi (la casta, il finanziamento ai partiti, ecc.), di aver sostanzialmente aperto (con la battaglia contro le caste politiche e sindacali) la strada della rottamazione della democrazia a Renzi (non è Grillo a dire che Renzi gli ha rubato metà del suo programma?).


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